La settimana scorsa il sondaggio è saltato, perché stavo preparando una presentazione per l’università ed ero un po’ preso. Vabeh :razz:
Visto che oggi è la prima domenica di Avvento, si inizia a respirare aria di Natale…a dire la verità si respira da metà ottobre, con i centri commerciali che fanno la gara per chi si addobba per primo…! La domanda è semplice, le risposte anche: vi piace il Natale?

Particolare del calendario

Particolare del calendario

Capita a volte di imbattersi in qualcosa che lascia veramente a bocca aperta per la sua genialità. Credo che sia decisamente il caso di questo calendario di fiammiferi, ideato dal designer ucraino Yurko Gutsulyak per una società energetica del suo Paese.
Partendo appunto dall’idea di energia, gli è venuto in mente di realizzare il calendario che si vede nelle foto: a ogni fila di fiammiferi corrisponde un mese, e i bordi della copertina costituiscono la superficie abrasiva che permette di accendere il fiammifero alla fine della giornata.
Divertente, originale, ma in fondo fa anche pensare: guardando il cerino consumarsi si potrebbe pensare se la giornata appena trascorsa è stata spesa bene oppure…bruciata, come il fiammifero che la rappresenta.
 

   

[via English Russia]

Mi sono sempre domandato come sia composto il pubblico di V for Vale, e quale occasione più adatta di un bel sondaggio domenicale per scoprirlo :mrgreen:
La domanda è semplice, le risposte anche…vediamo i risultati!

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Il fondale del concerto illuminato dai faretti

Il fondale del concerto illuminato dai faretti

Se qualche anno fa qualcuno mi avesse predetto che prima o poi sarei andato a un concerto metal, gli avrei quasi sicuramente riso in faccia. Poi arrivò Lola, che letteralmente mi aprì un mondo che mai avrei immaginato di apprezzare: Sonata Arctica, Blind Guardian, Within Temptation…e soprattutto Nightwish. Nonostante i suoi tentativi, però, i gruppi tendenti al growl o allo scream non mi andavano proprio giù…questo finché non mi ha fatto conoscere gli Epica, che hanno piano piano scalato la mia classifica personale fino a guadagnarsi un posto d’onore nel mio piccolo Olimpo.
Ieri è stata la prima volta che li ho visti dal vivo.

Tragedia sfiorata
Come sempre, quando si tratta di andare a Milano e tornare di notte, i 40km che separano Como e il nostro capoluogo sembrano 400; l’unico appiglio è il treno di mezzanotte e mezza. Ok, mi dico, va più che bene. Ma qualche giorno dopo aver comprato il biglietto (piccolo appunto: bello il nuovo colore dei biglietti di TicketOne!) ecco la sorpresa: sciopero Trenitalia!
Andare in auto nella zona dell’Alcatraz mi viene sconsigliato da praticamente tutti quelli a cui chiedo informazioni (parcheggiando lì non si sa come, e soprattutto se, si trova l’auto al proprio ritorno).
Tutti i miei piani saltano, annullo perfino la mia partecipazione all’evento su Facebook (haha), scrivo a Lola e a Mirella che non vado…e sì, mi deprimo un bel po’ anche se cerco di non darlo a vedere.
Mentre mi crogiuolo (cit.) nella disperazione, arriva l’sms della salvezza: alcuni amici di Lola hanno lasciato l’auto a Lampugnano, soluzione che io avevo scartato perché parecchio distante dal locale del concerto, e anche se non sono una fanciulla indifesa andare in giro in metro a Milano di notte non è il massimo della vita.

Mark e Ad

Mark e Ad

Tempo un minuto e sono sulla V-Mobile, quaranta minuti dopo sto entrando nel multipiano di Lampugnano, giusto in tempo per trovarmi in mezzo al gregge che sta tornando dalla partita dell’Inter: gente che cammina in mezzo alla strada o attraversa senza neanche guardare, perfino auto che vanno contromano per saltare la fila! In qualche modo riesco a parcheggiare, salto sulla metro e dopo un’altra mezz’ora intravedo la fila davanti ai portoni dell’Alcatraz. Sono le sei e dieci, più o meno.
Vedo Mirella, ovviamente in pole-position :lol: , dopo qualche ricerca (e una figuraccia con una che le assomigliava haha) trovo anche Lola, mi incuneo nella fila e tutti insieme si attende l’apertura. Queste attese snervanti sono senza dubbio le parti che odio di più…non so Mirella come faccia ad appostarsi dalla mattina :razz:
Finalmente poco dopo le sette si può entrare, c’è un po’ di ressa ma nonostante tutto riesco ad accaparrarmi una più che dignitosa (data la mia altezza) terza fila.
La folla non è pressante, per fortuna. Si respira, nessuno spinge per scavalcare, faccio un po’ di prove con la macchina fotografica…soggetto: il telone della band di supporto: Amberian Dawn. Mai sentiti.
Alle otto inizia lo show.

Amberian Dawn: bella sorpresa!

Gli Amberian Dawn

Gli Amberian Dawn

La band finlandese è stata senza dubbio una piacevole sorpresa.
Forse alcune delle canzoni erano un po’ troppo simili tra loro, forse l’abito e i movimenti della vocalist Heidi Parviainen erano un po’ troppo ispirati a Tarja Turunen (mi fido del giudizio di Mirella XD), quasi sicuramente il bassista sembrava un po’ spiritato…però hanno fatto il loro dovere di scaldare il pubblico per gli Epica. Lo “humor scandinavo” che ha lasciato parecchia gente interdetta a me non ha dato così fastidio, ed è stato un momento memorabile quello in cui la cantante ha riconosciuto alcune persone che erano presenti anche al concerto il giorno prima a Bologna…ci è proprio rimasta di sasso :lol: dopo circa tre quarti d’ora di show e una decina di canzoni, gli Amberian Dawn hanno abbandonato il palco e l’attesa ha iniziato ad essere febbrile.
(more…)

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Secondo episodio dedicato al social network più in voga del momento. Mentre il primo era rivolto a chi è iscritto a Facebook, quello che segue è tutto per chi non ha un account. Perché?

Il sondaggio di questa settimana riguarda l’argomento più hot degli ultimi tempi: Facebook!
Eh già, oltre a incrementi nel numero di iscritti che ultimamente sfiorano il 100%, Facebook sta diventando uno dei leitmotiv preferiti dai media italici, che non mancano di infilare in ogni pezzo una frasetta riguardante il social network. Del resto è facile: esiste un gruppo per quasi qualsiasi cosa, quindi basta cercare e poi dire (o scrivere) “ehi guarda, esiste anche il gruppo di Facebook su questa cosa”.
Per non essere da meno, il sondaggio di questa settimana e quello della prossima saranno dedicati al sito più chiacchierato del momento.

Il sondaggio che segue è rivolto a chi è iscritto a Facebook. Chi non lo è, potrà sbizzarrirsi la settimana prossima!

I tagli all'università [corriere.it]

I tagli all'università (corriere.it)

Onda. Sembrerebbe sia questo il nome che è stato affibbiato al movimento di protesta contro le “riforme” del sistema scolastico e universitario italiano. Il nome è importante, serve ai media per incasellare la realtà, renderla più comprensibile e creare veri e propri tormentoni. E allora perché non dovrei approfittarne anche io? Qualcuno ha insistentemente provato a suggerire “comunisti”, ma alla fine ha prevalso Onda. Mi piace, sa di qualcosa di pulito che si muove e non sta mai fermo.
La mia partecipazione alla giornata di oggi non era partita sotto i migliori auspici: nonostante sia più che abituato alle levatacce, questa volta Figaro ha fallito (sì, ho “Il Barbiere di Siviglia” come sveglia) e ho dovuto dare prova della mia ormai pluriennale esperienza nel campo del “getting ready in ten seconds” per prendere il treno un’ora dopo quello programmato, grazie anche al solito ritardo delle Ferrovie Nord…ogni tanto torna utile!
Arrivato a Cairoli decisamente prima del gruppo della mia facoltà, ho potuto assistere a scene veramente degne di nota: l’Accademia di Brera in versione pagliaccio, tutti con il naso rosso, un liceale che ha chiesto al fotografo che stava immortalando il suo gruppo “la prego signor fotografo, dica alla stampa che non siamo violenti” (una richiesta scherzosa ma anche una verità)…e la gente. Tantissima gente.
Verso Cairoli

Verso Cairoli

In mezzo alla calca, trovo finalmente il mio gruppo. Si chiacchiera, si aspetta che parta il corteo. Il freddo aumenta, inizia a piovere e il corteo muove i primi passi sotto la pioggia battente e, perfino, qualche chicco di grandine. Ma dopo pochi minuti la pioggia smette, spunta perfino un timido sole e il corteo prosegue verso la gigantografia di Garibaldi+MonicaBellucciSeminuda che campeggia davanti al Castello Sforzesco.
Si chiacchiera tanto del più e del meno quanto del motivo per cui una tale marea si trovi per le strade di Milano. Si osservano gli striscioni (alcuni a dir poco geniali). Si cantano i coretti che partono da più punti della folla, tra i quali mi preme ricordare “Ci pensiamo noi all’economia: Gelmini in miniera, Tremonti in fonderia!” perché mi ha fatto ridere per dei minuti, e “Nessuna mediazione: salviamo l’istruzione” perché era quello della mia facoltà :grin:
Di sicuro non manca l’inventiva: si va da moderni Guy Fawkes (foto di Dario) a filosofi in scadenza, citazioni di Tacito (Ubi solitudinem faciunt pacem appellant, dove fanno il deserto quello chiamano pace), il santino della “Beata Ignoranza” (vi lascio immaginare chi raffigurava), e il classico “chi non salta…”, alquanto pericoloso se eseguito su una pavimentazione stradale scivolosissima!
Momenti di grande divertimento anche quando in direzione di una signora che stava applaudendo da un balcone parte il grido “venga con noi, signora venga con noi, venga con noi” e qualcuno la incita “signora salti che la prendiamo al volo!” (era al terzo piano, ndV).
Menzione d’onore per gli slogan a tema delle varie facoltà (grazie Dario per le foto): i chimici reagiscono, i biotecnologi sono in fermento, ctrl+alt+canc arrestiamo il sistema, i matematici contano, Agraria inalberata e ora sono cavoli amari, Medicina c’è…ci sarà?, i fisici fanno resistenza, i fisici si oppongono alla gravità (della legge)…e sicuramente molti altri, era impossibile vedere tutto.
Verso Piazza Duomo

Verso Piazza Duomo

L’arrivo in piazza Duomo, infine, è stato qualcosa di sconvolgente: a malapena si vedeva il pavimento della piazza, e ho poi appreso dai giornali che quando sono arrivato io (circa l’una) il gruppo si era già diviso in più parti!
Una sola cosa è mancata: la violenza. Escludendo un paio di cori un po’ troppo coloriti (linguisticamente, non politicamente) e qualche imbrattatore di muri, non credo ci siano aspetti negativi da sottolineare. E questo è importante, perché i media tendono sempre a “dimenticare” una parte della notizia quando possono dare in pasto al pubblico quello che il pubblico si aspetta. Scene di violenza e tafferugli, in questo caso.
Quanti eravamo? Gli organizzatori dicono duecentomila. La Questura, che io sappia, non ha fornito stime. Ma io so quanti eravamo: tanti, tantissimi.
 

Quanto costa l'ignoranza? Futuro 

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