Movies & tv


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Da una parte sono contento che i produttori abbiano finalmente capito che far uscire un film in estate non è un suicidio; d’altra parte non mi capacito di dover aspettare fino al 23 luglio per poter vedere The Dark Knight, attesissimo seguito di Batman Begins che, come ho detto a suo tempo, ci mostra finalmente un Batman in linea con il personaggio dei fumetti, umano e tormentato.
Riprendo l’argomento perché giusto oggi è stato diffuso un nuovo trailer, ancora una volta focalizzato sui cattivi (che a quanto pare abbondano in questo film) e in particolare sul Joker, interpretato dallo scomparso Heath Ledger.
Nei panni di Batman troviamo nuovamente Christian Bale, ma ciò che più colpisce è l’atmosfera del film: a mio avviso, Christopher Nolan ha centrato in pieno i toni cupi che caratterizzano la città di Gotham e i personaggi che si muovono al suo interno.

Il trailer è visionabile sul sito Why So Serious e offre diverse opzioni, dallo streaming (22Mb circa) al download in altissima qualità (212Mb).
Per i più pigri ecco lo stesso trailer da YouTube, ma vi assicuro che guardarlo in formato gigante è tutta un’altra storia XQ__

[via CineBlog]

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Mi dispiace che quasi tutti gli ultimi aggiornamenti siano dei ValeTube, ma sono un tipo di post che richiede poco tempo e quindi riesco a infilarli quando ho un attimo di tempo. Sto pensando di fare un post sulle recenti elezioni, però ci devo pensare.
Wanted è un film in uscita il 2 luglio 2008, tratto da una grafic novel piuttosto recente che può vantare nel cast gente come James McAvoy, Morgan Freeman e Angelina Jolie. Apperò!
Dal trailer potrete intuire un po’ la trama e capire che si tratta di uno di quei film inverosimili fino all’assurdo con tanta, tanta azione ignorante. Proprio il genere che piace a me :grin:

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La locandina del filmTitolo originale: Juno
Nazionalità: USA/Canada (2008)
Durata: 96 minuti
Regia: Jason Reitman
Sceneggiatura: Diablo Cody
Interpreti principali: Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Bateman
Scheda IMDB: link
Scheda RottenTomatoes: link

Fino a qualche giorno fa, Juno era solo il nome di una modella ganguro giapponese (uahah)…da ieri sera è anche il titolo di uno dei film più belli che abbia visto negli ultimi tempi.
Spinto dalla imbarazzante quantità di premi sfiorati e vinti (tra cui l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale e il premio come miglior film del Festival di Roma), dall’elevatissima valutazione su RottenTomatoes, nonché da Mami…ieri sera è stata la serata Juno :grin:

Juno (Ellen Page) come il nome della dea latina Giunone e non come la città in Alaska (cit.), è una ragazzina di sedici anni che rimane incinta dopo aver fatto l’amore per la prima volta con il suo amico Paulie Bleeker (Michael Cera).
Anche su consiglio della sua amica Leah, cheerleader con una passione per i professori, è inizialmente intenzionata ad abortire; ma il viaggio verso la clinica è solo una toccata e fuga, perché Juno decide di portare a termine la gravidanza e dare il “fagiolo”, come lo chiama, in adozione alla coppia perfetta: Mark Loring (Jason Bateman), compositore di jingles pubblicitari affetto dalla sindrome di Peter Pan, e sua moglie Vanessa (Jennifer Garner), perfetta mamma wannabe con qualche accenno di sindrome ossessivo-compulsiva (è meglio il color panna o il color crema?)
Certo, non è tutto rose e fiori, e i problemi non mancheranno. Ma Juno li saprà affrontare con rara maturità.

Film indipendente, opera seconda dopo Thank you for smoking di Jason Reitman, costato solo 7,5 milioni di dollari e che fino ad ora ne ha incassati quasi 142 (sì, 142 milioni di dollari), Juno è una incredibile sorpresa su tutti i fronti.
Come detto, alla regia troviamo qualcuno che è sì figlio d’arte ma è solo al secondo film. Incredibile se andiamo a vedere chi ha scritto la sceneggiatura che ha vinto l’Oscar: Candy Cox, ex centralinista di hotline, ex spogliarellista, priva per sua stessa ammissione di qualsiasi preparazione nel campo, riesce a non annoiare mai e a mantenere l’attenzione dal primo all’ultimo fotogramma.
Ed Ellen Page, semplicemente perfetta nel ruolo della piccola grande Juno, protagonista di quasi ogni scena (quelle che non la vedono al centro dell’attenzione si contano davvero sulle dita di una mano), perfettamente calata nel ruolo. Né sono da meno i personaggi di supporto, da Michael Cera, che è così bravo a fare il ragazzo timido-impacciato-dolce che pare sia nato per quel ruolo, ai genitori di Juno, alla coppia-perfetta-ma-non-così-tanto che dovrebbe adottare il bambino di Juno: Jennifer Garner è bravissima a fare la spiritata ossessionata dall’idea di avere un bambino, Jason Bateman è bravissimo a fare lo spiritato in un’altra direzione (probabilmente capirete dopo aver visto il film, a me ha dato proprio quell’impressione).

Fotografia fresca, con le indicazioni delle stagioni “disegnate con il gessetto” come anche la “sigla iniziale” che apre il film, colonna sonora ancora più fresca, piena di canzoni simil-folk (avete presente Gillmore Girls?) che si inseriscono nelle scene senza mai, mai risultare noiose, dialoghi sferzanti con alcune chicche che non cito solo per non rovinare il gusto della sorpresa a chi ancora deve vedere il film…tutto è perfetto in questo piccolo capolavoro così poetico, così dolce, così kawaii. Si esce dal cinema con il sorriso, felici di aver speso bene i soldi del biglietto (che tra l’altro continua ad aumentare!)
C’è qualcuno (un tizio che faceva tutt’altro e ora si è buttato in politica per lanciare una sua personale crociata…no, non è Berlusconi), che ha voluto buttare sulle spalle della povera Juno un messaggio anti-abortista. Messaggio che vi si può vedere solo attraverso la lente del pregiudizio: il rifiuto dell’aborto non viene esaltato, non è una scelta eroica, semplicemente è un momento funzionale della trama del film…se Juno avesse deciso di abortire, il film sarebbe durato un quarto d’ora! Juno compie la scelta di tenere il bambino ma questo non scaraventa la scelta di abortire all’inferno, come si vuol far credere. Casomai, la morale del film è che non tutti i giovani sono dei potenziali serial killers lobotomizzati dalla televisione. Ma scervellarsi sui contenuti profondi del film rischia di essere deleterio, rischia di far perdere quella serenità che, nonostante il tema trattato, pervade tutto il film. E allora godiamoci questo gioiellino di film, ai grandi temi della Morale ci penseremo un’altra volta.

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Futurama - Jurassic BarkFuturama è solitamente il terzo cartone animato che si inserisce nei sondaggi “qual è il tuo preferito…” insieme ai Simpson e a Family Guy. A volte si aggiungono anche South Park e American Dad, ma si trovano un bel po’ di gradini al di sotto dei primi tre.
Ovviamente scegliere tra tre mostri sacri di tale calibro è impossibile, eppure c’è una cosa in Futurama che manca agli altri due: poesia. Family Guy non ha mai una morale (e se qualche volta ce l’ha, la ribalta: “non uccidete le prostitute…tanto sono già morte dentro”), i Simpson ogni tanto fanno riflettere…ma in nessuno dei due show sono presenti momenti di poesia come in Futurama.
Sono nascosti qua e là, tra una risata e l’altra, ma ci sono. Il primo che mi viene in mente è il finale della puntata “Parasite Lost”, quella in cui Fry mangia un sandwich avariato e viene infestato da vermi che lo rendono incredibilmente intelligente e abile con l’olofono; senza stare a raccontare tutta la vicenda, alla fine Fry torna normale e nella scena conclusiva dell’episodio riesce ad abbozzare, sfruttando solo la sua naturale capacità, il viso di Leela. Dite quello che volete, ma questa è poesia :grin:
Il secondo esempio è certamente la puntata andata in onda lunedì, “Jurassic Bark”, che mi sento di definire senza timore la più struggente nella storia di Futurama (e probabilmente dei cartoni animati in genere). Chiunque segua un po’ la serie ce l’ha presente: è quella del cane. Ogni volta che la vedo, arrivo alla fine quasi piangendo…l’immagine di Seymour che aspetta per dodici anni il ritorno di Fry, con quella musica tristissima in sottofondo è qualcosa che ti tocca davvero. Specie se hai un cane.
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Quantum of Solace - castL’ultima volta che ne ho parlato si chiamava ancora Bond22, e Daniel Craig prometteva più gag e divertimento rispetto a Casino Royale.
Ieri, in una conferenza stampa tenutasi ai Pinewood Studios nel Buckinghamshire, è stato svelato il titolo ufficiale della prossima avventura della spia inglese più famosa del mondo: Quantum of Solace, da un racconto breve di Ian Flaming pubblicato nel 1960. Che detto in inglese fa molto fico, ma io tremo al pensiero della traduzione italiana, dalla letterale “un po’ di conforto” ad abomini come “quanto mi sollazzo” o “il quanto di sole” (considerando le storpiature che si vedono in giro, io non riderei troppo).
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American Gangster - locandinaTitolo originale: American Gangster
Nazionalità: USA (2007)
Durata: 157 minuti
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Steven Zaillian
Interpreti principali: Russel Crowe, Denzel Washington
Scheda IMBD: link
Scheda Rotten Tomatoes: link

[ATTENZIONE! Come sempre, la recensione che segue è priva di spoiler. Sono tuttavia presenti alcuni accenni alla parte iniziale della trama]

Ispirato a una storia vera (contiene spoiler), il film narra l’incredibile ascesa di Frank Lucas a capo dello spaccio di droga ad Harlem. Un’ascesa tanto veloce che non può che finire con un gran botto.
Il carattere di Frank Lucas (Denzel Washington) viene tratteggiato già nella brevissima sequenza iniziale: freddo, spietato, preferisce stare in disparte. Ma quando il suo capo e mentore Bumpy Johnson, boss “buono” e amato da tutti, muore, Frank decide di prendere in mano le redini dell’impero, applicando tutto quello che ha imparato da Bumpy Johnson, quello che ha imparato osservando le famiglie mafiose italiane, e mettendoci del suo, trasformandosi in un vero e proprio manager: sfruttando i voli dell’esercito da e per il Vietnam, riesce a importare droga purissima e a rivenderla per le strade a prezzi da discount, nonostante la sua qualità infinitamente superiore alla concorrenza.
American Gangster - una scenaIl poliziotto Richie Roberts (Russel Crowe) si trova, inconsapevolmente, sulle sue tracce, sempre un passo troppo indietro, sempre sul punto di scoprire l’identità della nuova “testa” dello spaccio di droga ma senza mai riuscire nel suo scopo, ostacolato anche dalla corruzione dilagante all’interno della Polizia stessa.
I due personaggi sono uno l’opposto dell’altro, non solo guardando al rapporto guardia-ladro: Frank è spietato ma elegante nel portamento e nei modi, ama la sua famiglia, ha una moglie bellissima e tutte le domeniche accompagna la madre in chiesa; di contro, Richie è trasandato, sta per divorziare, passa da una donna all’altra senza soluzione di continuità.
Eppure Frank e Richie sono anche molto simili: in una New York devastata dalla corruzione e dalla droga, sembrano essere gli unici due uomini a vivere ancora seguendo una morale, due lupi solitari ai lati opposti della legge. Tanto che riesce difficile odiare Frank e considerarlo il cattivo…sono molto più cattivi i poliziotti corrotti.
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Italia UnoQuando mi capita di fare discorsi sulla televisione, di solito il caposaldo positivo del mio giudizio è Italia1. Considerato l’uso che faccio della televisione (qualche quiz, telefilm, telefilm e telefilm), la “rete giovane di Mediaset”, come viene definita, ha sempre soddisfatto appieno le mie “esigenze” di appassionato di telefilm. Seguita a breve distanza da RaiDue.
Ma ultimamente le cose stanno cambiando, e Italia1 si sta comportando in un modo scandaloso nei confronti dei suoi telefilm, con programmazioni assurde, spostamenti, declassamenti in seconda serata (vedi Heroes e Smallville) o nella inutilissima fascia dell’access primetime del sabato (vedi Gillmore Girls).
Ma tutti questi telefilm possono davvero essere considerati dei flop? Come ho già scritto a proposito di Heroes, secondo me la risposta è no.
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The Dark Knight - logo

Di solito evito di parlare per due post di fila dello stesso argomento: preferisco non dare l’impressione di essere sul punto di “cristallizzarmi” su qualcosa. Però questa volta torno a parlare di cinema, perché il seguito di Batman Begins merita attenzione, eccome!
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Ho già parlato di Wall-E, il prossimo lungometraggio di Disney Pixar, e già con il primo trailer si potevano intuire le immense potenzialità di questa produzione.
Così, mentre Ratatouille entra nella classifica dei dieci migliori film 2007 secondo l’AFI (American Film Institute), ecco fare la sua comparsa il secondo trailer dedicato al robottino più tenero del futuro.
Questo video non aggiunge praticamente nulla a quanto già si sa, ma ci fa vedere per la prima volta Eve, il robot ricognitore che cambierà la vita di Wall-E, e a differenza del precedente punta molto sull’umorismo delle scene, mostrandoci il piccolo robot alle prese con il telecomando di un’auto, con un reggiseno e con un estintore :mrgreen:
L’attesa è lunga, ma (ripeto) le premesse per il capolavoro ci sono tutte!

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Victoria SilvstedtCredo che dopo quattro puntate si possa iniziare ad avere un parere sulla nuova versione della Ruota della Fortuna, ennesimo “furto” perpetrato ai danni di Rete4 da parte delle due sorelle maggiori (dopo 24, finito anch’esso su Italia1, e Forum, che a maggio tornerà su Canale5).
L’eredità dell’immortale Mike era piuttosto pesante, ma il programma in questa sua nuova veste regge abbastanza bene.
Enrico Papi è un personaggio incredibilmente sottovalutato. Certo, non sarà il re dei conduttori, ma il suo ruolo lo sa fare, è frizzante e dinamico. Victoria Silvstedt (foto) fa esattamente quello che le è stato chiesto di fare: la tonta. Io credo che capisca molto di più di quello che dà a vedere, ma il suo ruolo è quello e lei ci sguazza. Magari è un po’ volgaruccia, ma Italia1 non è sicuramente il canale preferito del Moige =D
Ci sono alcune cose che invece danno un po’ fastidio, come le stupidissime parole che i concorrenti usano per specificare le lettere: non più “D di Domodossola” ma “D di Desossiribonucleico”…e affini. Alla lunga stufa.
E sono stupidissime anche certe frasi nascoste, che appena riesco a indovinarle rimango così O_O
E infine piccola nota sulla campionessa di questi giorni. Emanuela. La maestra elementare di inglese. Ecco, per lei potrei anche disimparare la lingua e farmela insegnare da capo. M di Mamma mia.

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