Ne parlo con qualche giorno di ritardo, ma solo oggi ho un po’ di tempo da dedicare alla stesura di un post organico.
Prima descriviamo il “fattaccio”. Lunedì 9 ottobre la redazione delle Iene dirama un comunicato stampa in cui anticipa un grande scoop per la prima puntata della stagione, prevista per il giorno successivo: è stato eseguito un test su 50 parlamentari (a loro insaputa) dal quale è risultato che un terzo di essi aveva assunto droghe nelle 36 ore precedenti. Il test è stato eseguito di nascosto con un apposito tampone in dotazione anche ad alcune polizie locali e i risultati sono assolutamente anonimi, in quanto a ogni tampone non era stato associato il nome, nè erano riconoscibili i politici nei filmati.

Subito si solleva un polverone, con reazioni contrastanti e trasversali all’interno dell’ambiente politico, che raggiunge l’apoteosi quando il Garante per la privacy decide di bloccare il servizio, adducendo come motivazione la lesione della privacy dei parlamentari e scatenando la delusione della redazione del programma.
Casini ha parlato di pessima trovata pubblicitaria, e probabilmente non ha tutti i torti sul fatto che si sia deciso di iniziare la stagione col botto, e questo divieto ha probabilmente trainato un sacco di spettatori ansiosi di sentire la versione delle Iene sulla vicenda, che hanno pure prodotto un vecchio filmato praticamente identico a quello sui parlamentari, ma che aveva come oggetto i frequentatori di discoteche…e all’epoca il Garante non aveva avuto niente da dire.
In effetti si è trattato, secondo il mio modesto parere, di una decisione profondamente ingiusta, volta non a tutelare la privacy, ma il “buon nome” della classe parlamentare…anche se ormai la frittata è fatta e ne ha parlato persino la stampa internazionale. Anche la Mussolini, tra una scazzottata e l’altra con Sgarbi, ha avuto il tempo di fare il suo intervento: Siamo al regime. La censura su una inchiesta giornalistica è grave e la denuncerò al Parlamento europeo…io spero che lo faccia sul serio; e sono proprio curioso di vedere se la proposta di Casini di fare gli esami del sangue a tutti i deputati riuscirà a passare.

Molti hanno cercato di sminuire il problema sbandierando l’inaffidabilità del tampone o dicendo che 50 parlamentari è un campione troppo ristretto per suscitare scalpore…50 parlamentari sono circa l’8% del totale, quindi direi che è già un buon numero e che anche solo un parlamentare dovrebbe suscitare clamore: sono loro che ci governano, sono loro che hanno votato l’inasprimento della legge contro le droghe…e poi si fanno il cannone, magari proprio nei bagni del Parlamento?
Se poi si considera che c’è gente che fa discussioni su discussioni riguardo i dati dell’Auditel

Approfitto l’occasione per spendere una parolina su Cristina Chiabotto: a molti non piace nè fisicamente nè come modo di parlare. A me invece piace molto, la trovo simpatica e ironica (anche perchè se fosse altrimenti non resisterebbe trenta secondi insieme a Luca e Paolo)…e decisamente gnocca bella. Quindi? Niente…volevo dirlo e bon :D


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