Se volevo vedere i clown, compravo un biglietto per il circo. O avrei aspettato le 21.10 e l’inizio di Colorado.
Invece i clown li ho visti in diretta televisiva sui telegiornali, tutti stipati in un sontuoso tendone che mi dicono chiamarsi “Senato”.
E questi clown erano vestiti in un modo strano: non con abiti fuori misura e coloratissimi, ma in giacca e cravatta. Mi dicono che questo tipo di clown si chiama “politico”, “senatore” nello specifico. Buono a sapersi.
Ieri sera in questo tendon…pardon…in questo Senato sono volati insulti e sputi prima, spumante e mortadella poi. Uno spettacolo che tutto il mondo ha potuto ammirare.

Non mi piace parlare di politica, ne capisco poco e preferisco lasciare la parola a chi ne capisce di più. In linea di massima la penso come Kurai.
Mi voglio però concentrare sull’immagine che in generale, e ieri in particolare, diamo al mondo della nostra classe politica: pagliacci. Non trovo altro modo per definirli. Ah sì: sono anche vecchi. Sono dei vecchi pagliacci.
Non oso pensare a chi in tutto il mondo ha assistito ieri a questo (Anna mi segnala la galleria completa su Repubblica.it):

Senato - cornaSenato - spumanteSenato - festa grandeSenato - festa grande

Roberto Benigni dice sempre che bisogna essere orgogliosi di essere italiani, ma in certi momenti io me ne vergogno. Come si fa ad essere rappresentati da questo branco di…esseri?
Senza soffermarsi sull’aspetto per così dire morale di alcune situazioni: un senatore che decide di votare secondo coscienza e non secondo gli ordini del partito…e viene insultato e aggredito, tanto che si sente male. E l’esultanza completamente fuori luogo dell’opposizione: che io sappia si fa festa quando si vince, non quando l’altro perde. Differenza sottile, ma sostanziale.

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Uno spettacolo tristissimo che non è certo sfuggito alla stampa estera.
Probabilmente si andrà presto a votare. Io ritengo sia un dovere e quindi non prendo neanche in considerazione l’ipotesi di non votare o fare scheda bianca/nulla. Però la scelta sarà davvero ardua: chi scegliere nella grande e sempre uguale ammucchiata dei clown? Povera patria.

[so che visto l'argomento è difficile mantenere la calma, ma se qualcuno volesse commentare gradirei che lo facesse sull'aspetto che io ho messo in evidenza e non su altro. Ci sono così tanti posti dove discutere di politica in senso stretto, e questo non è uno di quelli. Grazie :wink:
Inoltre avviso, a titolo preventivo, che l'errore nel titolo è voluto :razz: ]


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