American Gangster - locandinaTitolo originale: American Gangster
Nazionalità: USA (2007)
Durata: 157 minuti
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Steven Zaillian
Interpreti principali: Russel Crowe, Denzel Washington
Scheda IMBD: link
Scheda Rotten Tomatoes: link

[ATTENZIONE! Come sempre, la recensione che segue è priva di spoiler. Sono tuttavia presenti alcuni accenni alla parte iniziale della trama]

Ispirato a una storia vera (contiene spoiler), il film narra l’incredibile ascesa di Frank Lucas a capo dello spaccio di droga ad Harlem. Un’ascesa tanto veloce che non può che finire con un gran botto.
Il carattere di Frank Lucas (Denzel Washington) viene tratteggiato già nella brevissima sequenza iniziale: freddo, spietato, preferisce stare in disparte. Ma quando il suo capo e mentore Bumpy Johnson, boss “buono” e amato da tutti, muore, Frank decide di prendere in mano le redini dell’impero, applicando tutto quello che ha imparato da Bumpy Johnson, quello che ha imparato osservando le famiglie mafiose italiane, e mettendoci del suo, trasformandosi in un vero e proprio manager: sfruttando i voli dell’esercito da e per il Vietnam, riesce a importare droga purissima e a rivenderla per le strade a prezzi da discount, nonostante la sua qualità infinitamente superiore alla concorrenza.
American Gangster - una scenaIl poliziotto Richie Roberts (Russel Crowe) si trova, inconsapevolmente, sulle sue tracce, sempre un passo troppo indietro, sempre sul punto di scoprire l’identità della nuova “testa” dello spaccio di droga ma senza mai riuscire nel suo scopo, ostacolato anche dalla corruzione dilagante all’interno della Polizia stessa.
I due personaggi sono uno l’opposto dell’altro, non solo guardando al rapporto guardia-ladro: Frank è spietato ma elegante nel portamento e nei modi, ama la sua famiglia, ha una moglie bellissima e tutte le domeniche accompagna la madre in chiesa; di contro, Richie è trasandato, sta per divorziare, passa da una donna all’altra senza soluzione di continuità.
Eppure Frank e Richie sono anche molto simili: in una New York devastata dalla corruzione e dalla droga, sembrano essere gli unici due uomini a vivere ancora seguendo una morale, due lupi solitari ai lati opposti della legge. Tanto che riesce difficile odiare Frank e considerarlo il cattivo…sono molto più cattivi i poliziotti corrotti.

American Gangster - una scenaDenzel Washington in questo film è semplicemente immenso: un’espressività incredibile, che raggiunge i vertici nei momenti in cui è teso o ha uno dei suoi (pochi) scatti d’ira. È stato il vero Frank Lucas a volere lui per interpretarlo. Non lo avevo mai visto nei panni del cattivo e ne sono rimasto molto colpito.
Russel Crowe è altrettanto bravo, ma il suo ruolo sembra quello di co-protagonista.
Dietro di loro il vuoto, e non perché gli altri attori siano dei cani, ma perché rimangono davvero sullo sfondo, entrano in gioco solo in virtù del fatto che i due di cui sopra interagiscono con loro.

Ridley Scott dimostra che non bisogna chiamarsi Martin Scorsese per fare un ottimo gangster movie (oddio, sarò tacciato di eresia per questa affermazione), e che non serve piazzare schizzi di sangue o sparatorie in ogni scena per mantenere l’attenzione dello spettatore.
La scena si alterna tra Frank e Richie, all’inizio a tratti molto ampi e man mano in modo sempre più concitato, fino all’incontro-scontro finale. Come già detto, tutto il resto è sullo sfondo: le coordinate storiche vengono fornite per mezzo di elementi quasi casuali (l’incontro Frazier-Alì, Richie che supera l’esame da avvocato nella sessione del 1970); perfino la guerra del Vietnam, che pure ricopre un ruolo fondamentale nell’economia della storia, si inserisce solo per mezzo di stralci di telegiornale buttati qua e là.
Il film è una gioia anche per gli occhi e le orecchie: la fotografia sbiadita e tendente al grigio rende alla perfezione il clima decadente della New York agli albori degli Anni70, mentre la colonna sonora spazia tra una miriade di generi, a volte accompagnando e a volte contrastando con le scene, senza essere mai di troppo.

Credevo di annoverare tra i difetti di questo film l’eccessiva lentezza iniziale e la scarsa attenzione dedicata alla parte conclusiva. Ma ora mi rendo conto che questi non sono veri difetti: il film si concentra sull’evoluzione e sulla ascesa di Frank, ed è questo che va ricordato, non le scene di azione; stesso discorso che si può fare per la conclusione “lampo”, appena accennata proprio perché il centro del film non si spostasse troppo dall’apice della carriera criminale di Frank.

Un film davvero incredibile, quindi, che ha soddisfatto appieno le mie aspettative e che vale i soldi del biglietto dal primo all’ultimo centesimo!

VOTO: 9

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