
Sfido chiunque a dire che non conosce i Simpson. Si possono amare, si possono odiare, possono lasciare indifferenti, ma non penso esista qualcuno ignaro della loro esistenza.
Nati nel 1989 dal genio di Matt Groening, sono diventati la serie televisiva più longeva della storia e hanno finalmente ottenuto l’onore (e l’onere, perché le aspettative erano altissime) di passare sul grande schermo e confrontarsi con la lunga durata.
Questa recensione parte da lontano perché già venerdì 14, data di uscita nelle sale italiane, ero andato al cinema per godermelo la prima sera…peccato che già venti minuti prima dell’inizio i posti erano TUTTI esauriti, e non parlo di 50 posti, ma di almeno 600, cioè le due sale grandi del multisala. Stesso discorso ieri sera, ma la furba idea di recarsi al cinema un’ora prima ha sortito i suoi effetti =D
Come ho detto le aspettative erano parecchio alte, in fondo stiamo parlando dei Simpson! Ma l’ottimo voto assegnato da RottenTomatoes è solitamente un buon inizio.
Che cos’è il film dei Simpson? Nulla di più e nulla di meno che una puntata dei Simpson lunga novanta minuti. Questo è un male? A mio avviso no, secondo alcuni sì…ma non riesco a capire cosa si aspettassero in più.
La trama non è neanche troppo complicata: Springfield risulta essere la città più inquinata del mondo (indovinate per colpa di chi?) e il governo degli Stati Uniti (con Shwarzenegger presidente) decide di mettere l’intera cittadina in “isolamento” sotto una cupola di vetro. La famiglia Simpson riuscirà a fuggire in Alaska, per poi fare ritorno all’ovile giusto in tempo per evitare la catastrofe. Il tutto in 87 minuti di puro divertimento, tra citazioni cinematografiche, letterarie, auto-citazioni e chi più ne ha più ne metta.
Si ride allo stesso modo che davanti alla tv, e infatti Homer non manca di sottolinearlo nella scena iniziale affermando che “siamo degli idioti, perché pagare per qualcosa che possiamo vedere gratis in tv?”; perfino a metà film passa un messaggio in sovrimpressione che invita a trattenere puzzette e rutti, perché anche se non sembra è un film al cinema e non una puntata in tv.
La cosa incredibile di questo film è che fa ridere addirittura partendo dalla fanfara della 20th Century Fox, eseguita per l’occasione dal piccolo Ralph Winchester, fino a strappare l’ultima risata alla fine dei titoli di coda, con il giovane addetto alle pulizie della sala cinematografica che si lamenta perché “quattro anni di scuola di cinema e poi questo?”. Credo che sia un record.
Non poteva di certo mancare la sigla iniziale, resa più lunga ed interpretata dai Greenday in persona. Ogni personaggio dell’universo simpsoniano trova spazio nel film: anche se solo per un cameo di cinque secondi, ci sono davvero tutti!
Anche dal punto di vista prettamente visivo siamo di fronte a un ottimo prodotto: pur non abbandonando il 2D (scelta ironicamente sostenuta fin dal trailer), la colorazione digitale, alcuni piccoli accorgimenti in computer grafica e l’aggiunta delle ombre danno l’impressione di essere davanti a un prodotto “maturo”.
Se mi mettessi a raccontare tutte le scene che fanno rivoltare dal ridere dovrei trascrivere tutto il film, ma posso assicurare che il numero di scene che DA SOLE valgono il prezzo del biglietto è davvero altissimo! Mi basta ricordare la corsa di Bart nudo sullo skate (con Ralph che lo vede ed esclama: “adesso mi piacciono i maschi”), l’immancabile incursione nel cervello di Homer con una scimmietta che batte i piatti, la citazione di Titanic ad opera dei Greenday, Homer che in preda alla disperazione sfoglia la Bibbia e constata che “questo libro non contiene le risposte!” o Shwarzenegger che scocciato ricorda che è stato eletto “per reggere, non per leggere” (un paio di esempi per farvi notare che la classica vena critica e satirica non manca di certo).
Ah, e la prima parola di Maggie.
Ah, e il personaggio secondario destinato a diventare un mito: Spiderpork!
Tra le tante scene esilaranti del film, quella di Spiderpork è destinata probabilmente a diventare la più conosciuta (purtroppo YouTube ha cancellato i video e ho dovuto rimuovere i link).
Il maiale di Homer, che non sarà sempre Spiderpork ma diventerà Harry Porker, ha già un suo fan club e un sacco di emuli, tra cui molti Spiderdogs (avevo pensato di farlo con Kira ma potrei morire o comunque beccarmi un’ernia haha).
Ed è proprio il mitico Spiderpig che mi fa venire alla mente la nota dolente del film: il doppiaggio!
Perché la versione italiana “Spiderpork” fa sì ridere, ma quella in inglese è cento volte più geniale:
SpiderPig SpiderPig, does wathever SpiderPig does. Can He swing from a web? No He can’t, He’s a Pig. Look ouuuuuuuuuuuuuuut!!!! Here’s come SpiderPiiiiig!!!
Per non parlare di traduzioni completamente errate (come si fa a tradurre “epiphany”, quella di Joyce, con “Natale”???) o semplicemente bruttine ed evitabili (”sequel” tradotto con “continua”).
Chiudono la parata di queste brutture l’irritante doppiaggio di Lisa, l’accento irlandese e quello inuit…uno più biascicato dell’altro.
Ma si sa che solo io sono fissato con queste cose e che alla maggior parte della gente non importa
Conclusione? Il film merita e se siete anche solo simpatizzanti di questa strampalata famiglia non potete perderlo!
Forse ai “puristi” mancheranno i D’OH di Homer e altre cose, ma era impensabile condensare in un’ora e mezza di film quasi vent’anni di storia dei Simpson.
Buona visione!
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5 comments to “ The Simpsons movie ”
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Anche io sono un po’ maniaco, ed al tuo puntuale elenco su doppiaggio/traduzioni aggiungerei la voce cambiata a Nelson, quando guardando Bart ammanettato nudo al palo inizia a fare “eh eh”. La voce
concordo con ogni singola parola della tua recensione !!!!!! e sn contenta di averlo visto in originale=P
capolavoro come dici tu, cmq ^^
Concordo in pieno, anche se
“This video is no longer available due to a copyright claim by Twentieth Century Fox Film Corporation “
Ciao Vale! Un piccolo quiz: nel film manca un personaggio, più precisamente un animale… Sai dirmi quale?
Certo che lo so
manca Palla di Neve!