Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato. Sabato, infatti, è stato distribuito nei negozi di tutto il mondo il settimo, ultimo e decisivo capitolo della saga del maghetto più famoso del mondo: Harry Potter and the Deathly Hallows. In inglese ovviamente, dal momento che per la traduzione in italiano bisognerà aspettare il 6 gennaio 2008.
Ma per fortuna i libri in inglese non sono un problema per me
e comunque consiglio vivamente di leggere questo libro (e anche i precedenti) nella versione originale perché, inutile girarci intorno, è tutta un’altra storia.
Così sabato mattina, prima di andare a mangiare il sushi, ho fatto una capatina alle Messaggerie Musicali (che a quanto pare ora si chiamano Mondadori Multicenter o una roba simile) ed ecco subito all’entrata un’enorme ammucchiata di copie del libro.
Le versioni disponibili sono due, una per i giovani (guarda) e una per gli adulti (quella in alto)…in pratica cambia solo la copertina, ma più che la distinzione giovani/adulti io farei quella ridicola/seria: non ho mai amato le copertine di Harry Potter, né le fantasie disegnate sulla copertina rigida. Sono rimasto quindi piacevolmente impressionato da questa versione “adulta”, con un bellissimo artwork del medaglione di Serpeverde e con la copertina rigida completamente nera, il titolo stampigliato a lettere d’oro sul dorso (guarda).
Anche il sacchettino era a tema: arancione, con il titolo del libro, la data di uscita e il simbolo che…scoprirete leggendo ![]()
Inoltre mi è appena giunta notizia che dopo soli tre giorni dalla sua uscita, questo libro è diventato quello più venduto della storia dall’invenzione della stampa. Un record mica da poco (fonte)!
Ma ora è il momento di parlare del libro.
[ATTENZIONE! questa parte del post non contiene spoiler su "Harry Potter and the Deathly Hallows", ma ne contiene alcuni sui libri precedenti]
È difficile parlare di un libro senza svelarne la trama, ma farò del mio meglio, anche a costo di sacrificare alcune considerazioni.
Alla fine di Harry Potter e il Principe Mezzosangue, avevamo lasciato Harry con il compito di trovare e distruggere gli horcruxes, oggetti in cui Voldemort ha rinchiuso una parte della sua anima per rimanere immortale. Venuto meno l’aiuto di Silente, Harry non può contare su nessuno a parte i suoi compagni più fidati, Ron ed Hermione.
Come credo sia già noto ai fan della saga, i libri di Harry Potter sono andati incontro a una vistosa evoluzione nel corso degli anni: mentre i primi due erano decisamente libri per bambini, con il terzo era già avvenuto un cambio di target, con il quarto si è raggiunto l’apice, poi c’è stata la battuta di arresto del quinto (a mio avviso il meno bello), per arrivare all’ottimo Principe Mezzosangue…ottimo ma non migliore del Calice di Fuoco. Ecco, per rendere l’idea…The Deathly Hallows è perfino migliore del Calice di Fuoco!
Checché ne dicano i detrattori (che molto probabilmente non hanno mai letto un suo libro), J.K. Rowling è un’ottima storyteller. Non è la migliore? Ok. Ma resta un’ottima storyteller. Le bastano poche parole per far capire cosa sta provando un personaggio in quell’istante, le basta una frase per trasmettere un’emozione. E questo non è da tutti.
Le 609 pagine volano, letteralmente. La narrazione non è mai dispersiva, ogni capitolo aggiunge un piccolo tassello a quel grande puzzle delle risposte che sarà completato solo nelle ultime pagine.
Anche qui troviamo un po’ di Star Wars (più precisamente c’è molto de “Il ritorno dello Jedi”), ma ci sono anche bei riferimenti a 1984, con il motto “MAGIC IS MIGHT” molto vicino a quello del Partito del libro di Orwell, e alla Seconda Guerra Mondiale, con il richiamo alla persecuzione nazista e alla storia di Radio Londra.
Il ritmo non manca, e questo non vuol dire che non ci siano momenti statici, anzi ci sono alcune parti terribilmente immobili ed oppressive, ma sono anch’esse funzionali al libro e non piazzate per far lievitare il numero di pagine.
La Rowling aveva definito questo libro “un bagno di sangue”, e senza rivelarvi nulla posso dire che mai parole furono più azzeccate: una vera carneficina, non affezionatevi troppo ai personaggi (anche se dopo sei libri è un po’ difficile)!
Se devo proprio trovare un difetto a questo libro fantastico, sta nel fatto che il trio Harry-Hermione-Ron è troppo centrale, nel senso che tutti gli altri personaggi sono “relegati” al ruolo di supporto (o di nemico) e comunque scorrono quasi sempre sullo sfondo. Ma questo non è neanche un difetto vero e proprio, considerando che accentua il senso di solitudine del gruppo, a cui è stata affidata una missione tanto importante quanto difficile.
Molti fans sono rimasti delusi dall’epilogo (peraltro brutalmente rivelato dai media), troppo mieloso e diverso dal clima cupo del resto del romanzo. A me invece non è dispiaciuto affatto, ma evito di dire troppo.
[ATTENZIONE!!! Da qui in avanti sono presenti pesantissimo spoiler, o anticipazioni che dir si voglia, perché non potevo esimermi dallo scrivere alcune considerazioni su certe parti del libro! Quindi se non volete vedervi rovinate parti FONDAMENTALI del libro, NON proseguite con la lettura. NON leggete. Se volete commentare c'è il link in alto, ma NON andate oltre. Ripeto: seguono spoiler pesantissimi. Proseguite a vostro rischio e pericolo e poi non dite che non vi ho avvisato! Se volete leggere, evidenziate il testo nel riquadro]
Ecco, ora consideratemi un sentimentale schifoso, ma ci sono certe parti del libro che mi hanno portato quasi alle lacrime.
Il capitolo in cui Harry capisce di doversi sacrificare per porre fine al dominio di Voldemort è qualcosa di incredibilmente toccante e angosciante: credo sia il passo più difficile di tutto il libro, perché la terribile consapevolezza di Harry trasuda letteralmente dalle pagine e ti finisce addosso, opprimendoti…incredibile.
Tutte le morti di personaggi importanti sono tragiche, ma due in particolare meritano di essere menzionate: Dobby che muore nel tentativo di salvare Harry e spira con le braccia protese verso di lui sussurrando il suo nome, e Fred che muore durante la battaglia di Hogwarts…poche righe per descrivere la sua morte, poche ma terribili: “E Percy scuoteva suo fratello, e Ron era inginocchiato di fianco a lui, e gli occhi di Fred fissavano senza vedere, il fantasma del suo ultimo sorriso ancora sul suo volto”. Davvero non ho parole.
Molto toccante anche il capitolo in cui viene svelata la storia di Piton, e scopriamo che lui ha vissuto TUTTA la sua vita per amore di Lily Potter, che lui è sempre stato buono, anzi di più…quasi quasi mi vergogno di aver dubitato di lui!
E infine vorrei citare un frammento dell’epilogo: Harry adulto incrocia lo sguardo di Draco adulto. harry gli ha salvato la vita durante la battaglia di Hogwarts, e lo stesso Draco ha cercato di salvarlo quando è stato catturato, ma lo sguardo tra loro rimane freddo e distaccato…a sottolineare che certe ferite non si possono rimarginare.
Come sempre accade quando qualcosa finisce, leggere l’ultima frase del libro lascia un senso di vuoto…ti rendi conto che non ci sarà un “dopo” e un po’ ti spiace, ma allo stesso tempo sei felice di essere arrivato alla fine e di aver capito ogni cosa.
Per lo stile, per la trama, per le emozioni suscitate, non posso che dare un bel 10 a questo libro.
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3 comments to “ Harry Potter and the Deathly Hallows - la recensione ”
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Sei stato bravissimo, complimenti! anche io holetto il libro e anche ioho provato le stesse emozioni, quindi tranquillo! chi ti chiama sentimentale schifoso non ha capito un cavolo di questo libro!
cmq volevo avvisarti che il plurale di horcrux non e` horcruxes,ma rimane horcrux. parola della stessa autrice nel suo sito ufficiale!
bye bye!
Boh io ho passato tipo i primi 3/4 del libro sperando di finirlo in fretta perch
La penso esattamente come te su tutto tranne ouna cosa… l’ordine della fenice