The Black ParadeI My Chemical Romance hanno probabilmente una delle sfighe peggiori che possano capitare a una band: quella di vedersi rifilata, almeno in Italia, l’etichetta di band-per-ragazzine-urlanti© e di vedersi quindi snobbata dalla critica e da tutti quelli che con le band-per-ragazzine-urlanti© non vogliono averci che fare. Altro grande “handicap” sotto questo punto di vista è il genere che fanno, cioè l’emo, considerato un genere-per-ragazzine-urlanti-e-depresse©
Mony mi ha chiesto di scrivere qualcos sul loro ultimo album, The Black Parade, per un non meglio precisato contest dall’esotico nome “meet and greet”, quindi eccomi qua :D l’album può essere ascoltato in streaming sul sito ufficiale della band o sul sito aperto appositamente per promuovere il disco, mentre i testi possono essere letti anche sul sito italiano dedicato ai MCR (sono del parere che bisogna conoscere il testo di una canzone per poterla apprezzare appieno, e anche la traduzione, se non è nella propria lingua)

The Black Parade è il terzo album dei MCR ed è un concept album che ruota intorno alla storia del personaggio definito “The Patient”, che scopre in giovane età di avere un male incurabile e di essere prossimo alla morte.
L’unica canzone che si discosta dalla trama è la prima, “The End”, in cui si invitano gli ascoltatori a partecipare alla triste storia, mentre le altre canzoni percorrono il percorso mentale, più che quello fisico, del protagonista, dalla scoperta della malattia al momento della morte, tra sbalzi d’umore, bei ricordi, riflessioni, visioni.
Già nella seconda traccia, “Dead!”, il protagonista viene a sapere della malattia, in un clima curiosamente “allegro”; le tracce seguenti raccontano l’evolversi della sua malattia e aprono uno spiraglio sulla sua storia passata: è un ragazzo che non ha molte persone vicino a lui, eccetto la sua ragazza (“This is how I disappear”) con la quale ha però avuto un rapporto conflittuale (“I don’t love you”), ha avuto in passato, e forse tuttora, problemi con la droga e con l’alcol (“The sharpest lives” e “Teenagers”) e per questo teme di andare all’inferno (“House of Wolves”). Vi sono momenti di sconforto, in cui non capisce il senso della vita (“Disenchanted”) e c’è persino una lettera scritta alla madre, con la quale il protagonista ha evidentemente un pessimo rapporto (“Mama”).
Welcome to the Black Parade rappresenta in un certo senso il fulcro dell’album: il protagonista rievoca nella sua mente un episodio felice della sua infanzia, quando il padre lo portò a vedere una parata e in qualche modo gli predisse la sua morte prematura; ora il protagonista rivive quella parata nel delirio tra la vita e la morte, in una città uguale a quella del passato ma in qualche modo macabra (la parata oscura, appunto). La canzone tra l’altro contiene, secondo me, una evidente citazione musicale di “Bohemian Rhapsody” dei Queen.
Gli ultimi istanti di vita del protagonista vengono evocati in “Cancer”, una canzone molto breve ma veramente intensa…da pelle d’oca: il protagonista esterna i suoi ultimi desideri, si scusa se si è comportato male con qualcuno, incolpando la chemioterapia, e si dispera per quanto è difficile abbandonare la sua amata…in fondo non è una così cattiva persona, come viene anche descritto nell’ultima canzone (se escludiamo la bonus track) “Famous Last Words”.
“Famous Last Words” lascia anche aperto uno spiraglio di speranza per il protagonista, perchè non dice esplicitamente che muore, e lo stesso Gerard Way ha accennato a questa eventualità in un’intervista.

Dopo questa “narrazione” dell’album, forse un po’ prolissa ma a mio avviso interessante, ecco un mio parere.
Finora dei My Chemical Romance conoscevo solo “Helena” e “I’m not okay” e devo dire che questo album è molto piacevole da ascoltare, soprattutto con i testi davanti e avendo in mente tutta la storia che si dipana tra un verso e l’altro.
“Welcome to the Black Parade” e “Cancer” sono le due canzoni che mi hanno più favorevolmente impressionato, la prima per i toni della musica, la seconda per quanto è incredibilmente toccante.
Gerard Way dimostra di avere una grande capacità vocale ed espressiva, in grado di passare dal sussurro all’urlo graffiante in pochi secondi.
Tuttavia si sente che sono “giovani” e hanno ancora un ampio margine di miglioramento…in altre parole preferisco ancora i Greenday :D però le potenzialità per diventare grandi ci sono ;)
Chiudo con lo spot del loro concerto che si terrà il 21 novembre all’Alcatraz di Milano:

YouTube Preview Image

FORSE TI INTERESSANO QUESTI POST
Trackback    Stampa Stampa     E-mail E-mail    
Se questo articolo ti è sembrato interessante e vuoi restare informato sugli aggiornamenti del sito, puoi abbonarti al feed RSS. Oppure puoi seguire solo i commenti di questo articolo, abbonandoti al feed apposito.
Non sai cosa sia un feed RSS? Questa pagina ti sarà di aiuto!